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A Bangkok l'inquinamento è così alto che le scuole hanno dovuto chiudere per una settimana
Pubblicato il 18/03/2019

AmbienteThailandia

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Gli abitanti della città hanno conosciuto, dall'inizio di gennaio, un picco di inquinamento particolarmente pericoloso. Una situazione che ha inquietato le autorità, che sono ricorse a misure drastiche per tutelare la sicurezza dei cittadini. Ora i livelli di inquinamento sono tornati sotto controllo, ma c'è sempre il pericolo che l'aria possa essere dannosa per chi vive o per chi visita la capitale thailandese.

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© Stephane Bidouze/123rf

Si sa che a Bangkok, una delle maggiori destinazioni turistiche mondialil, la qualità dell'aria non è delle migliori, soprattuttto a causa dell'elevato numero di automobili, di fabbriche e del particolare clima torrido e delle frequenti cappe atmosferiche, che provocano il "caratteristico" fenomeno della nebbia. Quello che forse non tutti sanno è che talvolta questo livello di inquinamento raggiunge livelli tali da non consentire il normale svolgimento delle attività quotidiane, come l'andare a scuola, perché si teme per la salute dei cittadini. L'aria diviene a tal punto irrespirabile che le autorità prendono misure drastiche. Vedere persone che camminano con delle mascherine è quasi la prassi.

Negli ultimi mesi, la situazione nella capitale della Thailandia è precipitata, tanto che a fine gennaio, dopo un mese in cui cittadini lamentavano una situazione insostenibile, oltre 400 scuole hanno chiuso per tutelare la salute dei bambini. A tutti i cittadini è stato anche sconsigliato di svolgere attività all'aria aperta, alle quali avrebbero dovuto preferire quelle al chiuso. Secondo il New York Times, nei primi mesi di questo 2019 Bangkok è arrivata nella top ten (se così si può chiamare) delle città più inquinate del mondo.

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© Nirut Sangkeaw/123RF

Il motivo sta in un accumulo di particelle dannose presenti nell'aria. Il PM 2.5 è un particolato con un diametro inferiore o uguale a 2,5 micrometri, il cui limite massimo nell'atmosfera dovrebbe essere di 50 microgrammi. A Bangkok il tasso registrato stato, nell'ultima settimana di gennaio, di 141 microgrammi di PM 2,5 per metro cubo di aria. Si tratta quindi di un tasso tre volte più alto del limite indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Oltre al PM 2.5, l'indice di qualità dell'aria (AQI) riporta solitamente tra le sostanze inquinanti anche monossido di carbonio, biossido di zolfo, biossido di azoto e ozono troposferico.

Le scuole sono state dunque chiuse per una settimana, fino a che i livelli di PM 2.5 non sono rientrati. Tra le soluzioni messe in campo per favorire questo risultato, sono stati utilizzati anche dei cannoni per spruzzare acqua, la cui assenza in periodi di scarse precipitazioni contribuisce a creare questa perciolosa cappa di smog.

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© Koonsiri Boonnak/123RF

In questo momento l'indice di qualità dell'aria globale di Bangkok è di 87, un livello che viene indicato come moderato. Nei suoi dintorni peró si registrano livelli più alti. Molte scuole sono state munite di rilevatori collegati tra loro, in modo tale che se e quando si dovessero ripresentare allerte di questo tipo si possano prendere rapidamente risoluzioni per salvaguardare la salute dei bambini. Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'inquinamento atmosferico esterno ha causato 4,2 milioni di morti premature nel 2016, provocando ogni anno molte più vittime di AIDS, tubercolosi e malaria messe insieme.

Questa notizia su Bangkok arriva in un momento particolarmente sensibile: venerdì scorso c'è infatti stato il Global Strike for Future , che ha visto tanti giovani scendere in piazza per protestare contro il cambiamento climatico e l'inquinamento della Terra. Come in molte altri città dell'Asia e del mondo, a Bangkok per superare questo dannoso problema dovranno essere implementate delle strategie a lungo termine e che coinvolgano un ripensamento lungimirante del vivere urbano.