Alla scoperta di Kathmandu e della rinascita del Nepal
Pubblicato il 08/11/2018 1 condivisione

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Una città ferita che si rialza sulle proprie ginocchia: in soli tre anni di ricostruzione Kathmandu torna in cima alle destinazioni da visitare nel 2019, grazie alla classifica Best in Travel 2019. Ecco cosa vedere nella spirituale capitale nepalese.

Kathmandu, a tre anni dal terremoto, punta fortemente sul turismo

Kathmandu, a tre anni dal terremoto, punta fortemente sul turismo
© dibrova/123RF

Nel 2015 i giornali non parlavano altro che della messa in ginocchio della capitale del Nepal, Kathmandu, i cui caratterestici templi vennero sbriciolati come di carta di fronte la potenza devastante del sisma. 750 i monumenti storici danneggiati in tutto il Nepal, dei quali 133 ormai perduti per sempre. Nonostante i gravissimi danni subiti ci ha messo appena tre anni a rinascere, e come una moderna fenice Kathmandu torna a risplendere.
Lonely Planet ha premiato la forza di volontà della città mettendola al quinto posto come città nella classifica Best in Travel 2019.

Uno dei punti di forza del Nepal è sempre stato il turismo. Nonostante la ripresa il reddito pro capite nepalese resta inferiore ai mille dollari, rendendolo uno dei paesi più poveri al mondo. Fondando le sue entrate principalmente sul turismo, l'allontanamento dei viaggiatori dopo il terremoto ha fortemente colpito il paese. Ma adesso Kathmandu è pronta a ricominciare, accogliendo la nuova ondata di turisti che vorranno visitare la splendida capitale nepalese.

Kathmandu è una città storica incredibilmente diversificata, con un'architettura mozzafiato in stile Newari e con siti religiosi indù e buddhisti vecchi di secoli. Entrare a Kathmandu è come entrare in un altro mondo, un'esperienza non soltanto turistica, ma culturale e spirituale. Capitale politica e culturale del paese, Kathmandu ha visto una rapida espansione nell'ultimo decennio, che non ha intaccato l'ospitalità dei suoi abitanti, ancora legati al valore ancestrale "Atithi Devo Bhava" ovvero che l'"ospite equivale a Dio".

Una città spirituale

Una città spirituale
© Pisit Rapitpunt/123RF

La città ha una profonda vita spirituale fatta di lunghe cerimonie ed eventi pubblici che affollano le piazze di canti e fedeli, in una mescolanza di indù e buddhismo, le due principali religioni della città. Durante queste processioni è possibile ammirare i carri di danzatori mascherati, "posseduti" dagli spiriti delle divinità! Ma soprattutto, a Kathmandu risiede la più importante dea vivente, Kumari, dal sanscrito "Kaumarya", principessa. Usanza che risale al XVII secolo, l'adorazione di Kumari è una tradizione di vecchia data per i nepalesi, che ha radici nell'induismo e nel buddismo. Perché come per i lama tibetani, anche Kumari viene scelta con un processo di selezione tra le diverse aspiranti "illuminate" dalla dea. Il regno terreno di una Kumari dura fino alla sua pubertà, dopo la quale viene allontanata dal tempio. Kumari può essere visitata al Kumari Ghar, a Basntapur. Tra agosto e settembre, inoltre, viene celebrato l'Indra Jatra, festival nepalese dove Kumari attraversa la città all'interno del suo palanchino dorato.

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Altro luogo da visitare è il tempio di Pashupatinath, dedicato a Shiva, tra i quattro templi più importanti al mondo dedicati al dio. Costruito nel V secolo e successivamente restaurato dai re Malla, è il più grande complesso di templi in Nepal. La pagoda dal tetto dorato è uno dei simboli della città. Così come lo è lo Swayambhunath Stupa, conosciuto come il "Tempio delle Scimmie", stupa buddhista arroccato su una collina dalla quale è possibile vedere il magnifico panorama della città. La leggenda vuole che la gloria della valle di Kathmandu sia iniziata proprio da questo punto, che è stato recentemente ristrutturato dopo il terremoto.

Situata 8km ad est del centro potete trovare Boudhanath, uno dei monumenti più imponenti di Kathmandu, nonché il più grande stupa della valle. Boudhanath è il centro del buddhismo tibetano in Nepal. Costruito a forma di mandala e progettato per replicare il Gyangtse tibetano, lo stupa si trovava sull'antica rotta commerciale verso il Tibet, ed accoglieva dunque i commercianti tibetani che vi si fermavano in preghiera.

Infine, ultimo tempio da visitare, è il Budhanilkantha, dedicato a Vishnu. Interessante la statua addormentata di Vishnu, quasi identica nei lineamenti a un Buddha, a testimoniare le interferenze tra le due religioni. Sopra questo tempio si trova inoltre il Parco Nazionale di Shivapuri.

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Per trovare un po' di pace nel centro cittadino provate a visitare l'oasi del Giardino dei Sogni, creato nel XX secolo come giardino privato di un alto funzionario del Rana. Oggi ospita un museo e un café, dove potersi rilassare. Il Giardino, in stile neoclassico, si estende per quasi 7mila metri quadri e comprende diversi padiglioni, un anfiteatro, degli stagni, dei pergolati e diversi piccoli giardini secondari. Un luogo perfetto per rilassarsi dopo una giornata di fatiche intorno alla capitale nepalese.

Semplice e piena di influenze: la cucina Nepalese

Semplice e piena di influenze: la cucina Nepalese
© byheaven/123RF

La cucina nepalese subisce l'influenza di quella tibetana e indiana, che non gli fa avere dei piatti particolarmente distintivi.
Un pasto tipico nepalese è composto da dal (zuppa di lenticchie), bhat (riso bollito) e tarkari (verdure al curry), spesso accompagnato da achar (sottaceti). La carne al curry è molto popolare, ma viene riservata alle occasioni speciali. Tra gli snack più popolari i momos, ravioli ripieni di carne e spezie, al vapore o fritti, d'origine tibetana. Delizioso anche il daiquiri al mango e la tongba, birra di miglio dell'Himalaya.

I turisti possono assaggiare questi come altri snack provenienti da tutta l'asia nel quartiere di Thamel, uno dei più amati dai viaggiatori.