Pubblicato il 05/11/2017

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Alba conquista il titolo di Città gastronomica per l'UNESCO

Ancora una volta l'UNESCO premia l'Italia, e lo fa donando il titolo di Città Creativa per la Gastronomia ad Alba (e all'intero territorio delle Langhe piemontesi) che si affianca così alla città di Parma, capitale della Food Valley emiliana (eletta nel 2015).

Il paesaggio delle Langhe con i suoi vigneti

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Tutte le Langhe sono puntellate da borghi d'altri tempi, in paesaggi mozzafiato, con torri e manieri medievali, palazzi storici e cantine che aprono le loro porte ai visitatori dove l'arte del vino si mescola con le forme e architetture di cantine scavate nel tufo, nelle pance delle colline, creando vere cattedrali di vino e arte.
Ecco quindi cosa ha colpito del paesaggio delle Langhe: varietà e unicità, ma anche continuità e tradizione.
Esattamente come Parma, anche Alba vanta una tradizione gastronomica senza eguali: tartufo bianco e nocciole la fanno da padrona, invandendo le tavole dei piemeontesi di gusto e promufi, stuzzicando la fantasia degli chef stellati e riportando a galla la memoria delle ricette della tradizione contadina; con i famosi Dolcetto, Barolo e Barbera e a completare il delizioso banchetto.

La stessa città di Alba ha origini antichissime, che addirittura risalgono a 6.000 anni prima di Cristo: era un'importante stazione neolitica che ha restituito reperti interessanti, come fu anche uno degli insediamenti romani più strategici in Piemonte.
Ma é in epoca medievale, che la città di Alba acquisisce fama e si amplia. Di quest' epoca così prospera restano le sue torri a punteggiare il panorama dell'antico centro cittadino,( si dice siano 100) le case-torri in laterizio, spesso decorate con bellissimi fregi in cotto sulle facciate, archi, bifore e trifore che si intervallano con rifacimenti barocchi, liberty e di taglio moderno, creando un vero e proprio museo aperto.
All'interno del centro storico Alba conta numerose chiese di pregio, alcune molto antiche con dei veri e propri piccoli tesori d'arte sacra che si possono ammirare liberamente.

Il bel centro storico di Alba

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Le famose nocciole del Piemonte

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Il tarfufo bianco, re della cucina piemontese

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Ecco quindi che una vista nelle Langhe non può esimersi da un percorso enogastronimico :per cominciare, un assaggio del pregiatissimo (e carissimo) tartufo bianco.
Questa prelibatezza, nascosta nel sottosuolo delle langhe, é uno dei protagosti assoluti della cucina della tradizione piemontese e proprio in questi giorni viene celebrato nel Salone Internazionale del Tartufo d'Alba ( fino al 26 novembre), insieme agli altri prodotti della regione.
A seguire, le nocciole, da sempre vanto di questo territorio, e impiegate per la preparazione di dolci, creme e cioccolatini ( vedi Nutella e cioccolato Novi); il tutto innaffiato dall'ottimo vino piemontese.
Ecco quindi che le scuse non mancano per andare alla scoperta di questa terra ricca di storia, sapori e tradizioni!

A sostegno di questa decisione, come si evince dal sito dell'UNESCO, Alba e tutto il territorio delle Langhe( quella porzione di territorio racchiusa tra Cuneo ed Asti), é un testimone vivente della tradizione della viticultura e della vinificazione, le quali vantano una storia lunga, e la capacità di adattarsi ai tempi e alle esigenze dei consumatori.
La commissione UNESCO sembra aver apprezzato particolarmente l'amore che i langaroli hanno per le loro colline (le langhe, appunto) e per il vino da esse prodotto, così come hanno amato il loro spirito imprenditoriale e la cura che la gente del posto ha per il territorio.
Uno dei criteri seguiti per l'assegnazione del titolo di Città gatronomica e paesaggio gastronomico, é stato appunto quello di verificare l'integrità del paesaggio e il rapporto che l'uomo ha instaurato con esso e in particolare con il cibo.