Al World Trade Center c'è una caramella gigante con i colori dell'Arabia Saudita. Ma sarà rimossa
Pubblicato il 21/01/2019 1 condivisione

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Parte di un'istallazione artistica temporanea che rappresenta i paesi del G20 sotto forma di caramelle, quella dell'Arabia Saudita ha suscitato aspre polemiche in ragione del presunto coinvolgimento del paese negli attentati dell'11 settembre. Per questo motivo l'intera istallazione sarà rimossa.

Il sito del World Trade Center

Il sito del World Trade Center
© donaveh/123RF

Opera dello scultore francese Laurence Jenkell del 2011, l'istallazione chiamata Candy Nations rappresenta le nazioni del G20 come caramelle giganti alte due metri e realizzate in resina poliestere, il cui incarto si richiama alle bandiere dei vari stati. Benché nata con lo scopo di portare un "messaggio ottimistico di unità al di là delle differenze esterne", sembra che sia stata più che altro foriera di un'aspra discordia. A suscitarla non è l'opera in sé, ma la sua collocazione su un luogo diventato a tutti gli effetti sacro per gli americani: a due passi da Ground Zero, il luogo della tragedia dell'11 settembre.

L'istallazione di Jenkell era già stata esposta in 25 siti in giro per il mondo e aveva anche fatto il tour di alcuni quartieri di New York prima di finire nel suo sito attuale, accanto al centro commerciale Oculus, sul sito del World Trade Center, dove sarebbe dovuta rimanere fino a febbraio 2019. A causa delle molte polemiche suscitate, tuttavia, l'Autorità Portuale di New York e New Jersey, l'impresa che si era occupata della sua istallazione, sposterà l'opera già questo fine settimana.

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Il problema - per molti, l'offesa - nasce dal fatto che, tra le venti nazioni che fanno parte del G20 e che sono rappresentate ora al World Trade Center, c'è anche l'Arabia Saudita. Ed è proprio la presenza della caramella dell'Arabia Saudita - il cui incarto, proprio come la bandiera nazionale, recita: "Non c'è altro dio all'infuori di Allah, e Maometto è il suo profeta"- ad aver suscitato un'ondata di polemiche, in ragione del presunto coinvolgimento politico della monarchia saudita nell'attentato. Il fatto che 15 dei 19 dirottatori provenissero dall'Arabia Saudita ha fatto sollevare più di un dubbio sull'eventuale supporto politico del paese; dubbi che si sono tradotti in una contesa giudiziaria ancora in atto. E' tuttavia importante sottolineare che questo coinvolgimento politico dell'Arabia Saudita negli attentati dell'11 settembre, benché indagato in sede legale, non è mai stato confermato ufficialmente.

La caramella dell'Arabia Saudita in una precedente location

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Cionostante, proprio in virtù del fatto che si tratta di un sito profondamente intriso di immagini, dolore e paure per gli americani, la reazioni generali dei cittadini sono state di forte disapprovazione, se non di sgomento. "Pur avendo compreso rispettosamente la componente artistica dell'istallazione, sono stato offeso dal fatto che l'Arabia Saudita fosse rappresentata qui, in particolare così vicino a questo luogo sacro. Non c'è alcun supporto in questa iniziativa da parte della comunità dell'11 settembre", ha dichiarato all'Observer Tim Frolich, sopravvissuto dell'attacco alle Torri Gemelle rimasto invalido a vita.

"E' stato davvero scioccante", ha aggiunto Brett Eagleson, che nell'attentato perse il padre. "Per la nostra famiglia soprattutto, il colpo è stato ancora più duro. Le ultime parole che mio padre ci disse furono che stava salendo le scale per andare a prendere delle radio da consegnare all'Autorità Portuale. Per noi, il fatto che l'Autorità Portuale permetta all'Arabia Saudita di essere rappresentata nell'area di Ground Zero quando il suo governo è nel mezzo di una causa giudiziaria a Manhattan è semplicemente inaccettabile".

Più aspri ancora i toni delle frange più conservatrici: "Il paese che ha finanziato, organizzato e orchestrato l'11 settembre ha ora una statua che onora la sua attitudine diabolica a pochi metri di distanza dal luogo in cui sono morti 3000 americani. E' una vergogna nazionale", ha commentato su Twitter Charlie Kirk, fondatore e dirigente dell'associazione Turning Point USA.

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© Patrizio Martorana/123RF

Una delle due piscine-memoriale del World Trade Center

E' quindi sulla base di queste polemiche - che evidenziano come il motivo del contrasto non stia nell'istallazione in sé, ma nella sua ubicazione in quel determinato luogo - che l' Autorità Portuale di New York e New Jersey, d'accordo con il Memoriale dell'11 settembre e con lo stesso Jenkell, ha deciso che la soluzione migliore per la caramella della discordia fosse di spostare l'intera istallazione: "Siamo in contatto con il memoriale dell'11 settembre e con diversi responsabili e, in collaborazione con l'artista, trasferiremo l'istallazione", ha fatto sapere l'impresa lunedì scorso.

Una decisione che è stata presa anche per salvaguardare l'unità dell'opera dell'artista: "Ho creato le sculture delle bandiere delle caramelle con l'intenzione di celebrare l'umanità a livello internazionale e offrire un tributo alle persone del mondo intero. Date le uniche e giustificate sensibilità che circondano il World Trade Center, mi è venuto in mente di rimuovere la scultura che mostra la bandiera dell'Arabia Saudita, o di spostarla in un luogo meno sensibile. Ma non c'è modo in cui io possa farlo, perché la bandiera dell'Arabia Saudita è parte integrante del G20 così come ogni altra bandiera-caramella dell'esibizione 'Candy Nations'", sono state le parole di Janekell.

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Candy Nations,a #LaurenceJenkell #artexhibition ?? ?? ?? L.J. is the first artist that is shown at the World Trade Center site.This show features candy sculptures flags from countries in the G20 summit,which was held in the city of Buenos Aires #Argentina this past November. #giantcandysculptures #jenkellnewyork #newyork #frenchartist #sculptures #G20summit #argentineanflag #contemporaryart #candynation #candyflag #wrappingstwists #bonbons #inspiring_photography_admired #newyorkcity #travelnyc #manhattan #what_i_saw_in_nyc #abc7eyewitness #abc7ny #nyc_explorers #ig_nycity #canonfavpic #ig_captures #icapture_nyc #teamcanon #ig_color #newphotoyork

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L'opera di Jenkell sarà dunque spostata in blocco all'Aeroporto Internazionale JFK di New York. Una risoluzione che i cittadini che si erano sentiti offesi dallo spettro evocato dall'istallazione dell'artista hanno accolto, se non in maniera positiva, come una mossa giusta e doverosa nei confronti della memoria collettiva: "Sembra che l'Autorità Portuale stia prendendo la giusta decisione nel rimuovere la scultura dalla piazza di Ground Zero", si legge in un documento firmato da 16 famiglie colpite dagli attacchi del World Trade Center. "Il suo progetto di spostare l'esibizione all'Aeroporto Internazionale JFK è comunque controverso per ovvie ragioni. Ma sicuramente la scultura non dovrebbe trovarsi vicino al luogo di questa strage di massa".