The others are just caps. Nasce come negozio tradizionale per diventare nel corso degli anni un vero e proprio brand: è questa la storia de La coppola storta. A Palermo ci siamo imbattuti nella vetrina di via Bara all'Olivella: coppole sportive, eleganti, in cotone, lana, velluto, sobrie o eccentriche, la fantasia non fa pecca a quest'indirizzo del capoluogo siciliano.
L'idea parte dalla volontà di Guido Agnello di "rilanciare l'artigianato siciliano e restituire dignità alla coppola", diventato nel corso dell'ultimo secolo stereotipo della mafia.
L'imprenditore crea cosi' la Fondazione Palazzo Intelligente, e cerca soluzioni per una sana promozione culturale. L'incontro con "tre intraprendenti signore palermitane" (Tindara Agnello, Monica Guccione e Rossella Rubino) è il punto di partenza di una solida attività.
Prodotte in origine a San Giuseppe Jato, tristemente conosciuto in Sicilia per fatti di mafia, le coppole vogliono essere il simbolo di un cambiamento necessario: giunto sull'isola alla fine del XIX secolo, prima segno distintivo dei nobili del tempo (chiamati appunto cappieddi), il copricapo fu in seguito adottato dagli operai. Un modo particolare di portarlo (storto, di sghimbescio) fini' tuttavia per farlo diventare l'elemento tipico dei picciotti al servizio dei padrini.
Gli ideatori de La coppola storta sono convinti che una rivalutazione culturale - concreta - del simbolo sia possibile, e per questo lavorano su diversi piani. Innanzitutto quello del messaggio: la coppola non è un elemento definito, puo' essere adattato a qualunque stile, e ceto sociale. E, soprattutto, la coppola è un prodotto etico: l'ubicazione del laboratorio sartoriale (ora spostato a Piana degli Albanesi) si proponeva a sé come prima testimonianza di una rivalutazione territoriale, a riprova che quella che fu una roccaforte mafiosa poteva oggi essere fonte di lavoro onesto. Sono numerosi, a questo proposito, i progetti di inserimento femminile che la Fondazione mette in atto, in collaborazione con altre realtà locali di consumo etico, prima fra tutte l'associazione Addiopizzo.
Inaugurato in Sicilia nel 1999 (dove ha aperto a Palermo, poi a Taormina ed Erice), il brand possiede oggi diversi store all'estero: a Vienna, Berlino e Kobe (in Giappone). Di recente apertura il negozio di Torino.
G. Puliero
Indirizzo: Via Bara all'Olivella 74
Telefono: +39 091.324428