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In Madagascar si capisce che la distanza tra l'arte e l'artigianato non è molto grande. I malgasci hanno talento in diversi settori: musica, letteratura, teatro, danza. Sanno fare tutto con le mani. Potrete trovare le loro opere nelle esposizioni di Antananarivo o nei mercati. La produzione artigianale è abbondante, interessante e con prezzi accettabili.
La carta Antaimoro, comunemente detta carta di riso, è realizzata partendo dalla corteccia di avoha, albero del sud del Madagascar. Con l'acqua la corteccia viene ridotta in pasta, poi stesa, decorata con piante e fiori locali, essiccata al sole e al chiaro di luna. Alla fine la carta decorativa color crema è utilizzata per fabbricare abat-jour, buste e carta da lettera, persino borse.
? Antoine Lorgnier
I malgasci sono molto abili con le mani. L'arte del vimini fa parte delle loro numerose specialità. Dappertutto sull'isola vengono fabbricati oggetti in fibre naturali (rafia, canne, bambù, corteccia di baobab?) intrecciate o tessute. Tra questi troverete cappelli, ceste, borse, perfetti come souvenir del Madagascar.
? Antoine Lorgnier
L'arte del ricamo manuale è molto diffusa nel Madagascar. È un'arte prettamente femminile, utilizzata per decorare o fabbricare vestiti e biancheria per la casa. Il materiale impiegato è in gran parte di origine locale. I ricami rappresentano animali, fiori dai colori accesi, scene di vita quotidiana. Sull'isola è diffuso anche il ricamo di tipo Richelieu (che lascia passare la luce).
Hira Gasy significa letteralmente "canto malgascio". Tale forma artistica popolare mescola teatro, canzone e danza. Destinati originariamente a un pubblico locale, gli spettacoli di Hira Gasy attirano oggi un numero sempre maggiore di spettatori. Generalmente le compagnie sono costituite da più persone della stessa famiglia o dello stesso villaggio. Sono chiamate Mpihira Gasy. Si tratta molto spesso di paesani poveri ai quali si ricorre per animare un matrimonio, una nascita o una festa nazionale. Il costume tradizionale è un lungo vestito con merletti per le donne, una casacca rossa, pantaloni neri e un cappello di paglia per gli uomini.
Dappertutto in Madagascar si rende omaggio agli antenati. Nel cuore degli altopiani si conserva dai tempi più antichi una cerimonia la cui origine va al di là della memoria umana: il Famadihana. Ogni anno, dall'inizio di giugno alla fine di settembre, di villaggio in villaggio, le tombe vengono aperte e i vivi fanno ballare i loro morti durante grandi feste. Impropriamente chiamato "seconda sepoltura", il famadihana di un antenato è organizzato come minimo ogni cinque anni. La decisione che determina l'organizzazione di questa cerimonia è spesso collegata al soprannaturale; durante un sogno, per esempio, un parente defunto può dire a uno dei suoi discendenti che ha freddo. Un famadihana costa caro (per tre giorni bisogna offrire banchetti a tutti i parenti, agli abitanti del villaggio, agli invitati - diverse centinaia di persone -, nonché invitare gruppi di musica di Mpihira Gasy e di vako-drazana). Tutti i membri della famiglia versano, nelle loro possibilità, una parte del denaro necessario. Dopo l'esecuzione di un fomba (cerimonia durante la quale si chiede il parere degli antenati, dopo aver condiviso con loro del rum), gli astrologi legati alla famiglia fissano il giorno e l'ora dell'inizio e della fine delle feste di famadihana.
Il giorno convenuto si aprono le tombe e si avvolgono gli antenati in nuovi sudari. Gli uomini li tirano fuori dalle tombe e ben presto la calca di parenti e amici si impadronisce dei corpi e li trascina in una danza velocissima. Alla fine della danza i corpi sono posati al suolo e circondati dai membri della famiglia. I parenti offrono a ogni avo un sudario nuovo e vi fanno poi scivolare una bottiglia di rum, una fotografia e dei soldi. Sono i regali dei vivi ai loro morti. Risate e lacrime, gioia e tristezza si mescolano. Momento di raccoglimento: delle mani si posano ed esercitano leggere pressioni sui corpi fasciati con dei lambamena (drappi di seta) nuovi. Si toccano gli antenati per "far loro delle coccole" o chiedere un aiuto o un consiglio con una preghiera segreta. Improvvisamente ogni gruppo si rialza, decine di persone prendono i corpi dall'estremità delle braccia e poi li gettano in aria, scuotendoli in una farandola sfrenata. I danzatori fanno molte volte il giro della tomba e poi gli avi ritornano per altri cinque anni nella loro solitaria dimora eterna. Durante la giornata si assiste a spettacoli di Hira Gasy. E ancora una volta si finisce con un banchetto e una festa dove i paesani ballano tutta la notte intorno alle orchestre di vako-drazana.
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