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La Bolivia possiede le città coloniali meglio protette dell'America Latina.
© Philippe Blanchot
Classificato come patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco, Potosi è tanto affascinante quanto glaciale (4.000 m d'altezza). Questa città imperiale fondata nel XVI secolo è piuttosto calma con le sue vecchie e anguste strade lastricate. I luoghi più importanti sono situati intorno alla Plaza Principal. Oltre all'interesse per il suo stile barocco, la Casa de la Moneda ospita maschere, dipinti coloniali e una collezione di monete coniate nella città per la Vecchia Europa. Ci sono una trentina di chiese e di conventi coloniali come quello di Santa Teresa. La chiesa di San Lorenzo è un capolavoro dell'arte barocca. Bisogna girovagare nel quartiere di Kantumarka per ammirare gli edifici coloniali più antichi della città e i loro sorprendenti balconi. Alla partenza da Potosi, visitate il santuario di Manquiri (fine XVIII secolo) imbiancato di calce. A maggio i fedeli della città percorrono 35 km a piedi per celebrare la festa del santo Patrono. All'ingresso di Potosi si trovano le miniere di Cerro Ricco tuttora in attività e che costituirono in passato la ricchezza del paese e degli spagnoli. Oggi il lavoro spossante e le condizioni di vita dei minatori testimoniano la precarietà estrema del paese e di questa regione in particolare.
© Escudero/Hoa Qui
Anch'essa classificata come patrimonio mondiale, Sucre (2.300 m) ha conservato intatta l'architettura coloniale. E' una città affascinante in cui il bianco dei fabbricati è onnipresente. E' una città di musei e d'arte, ideale per riposarsi. Il tesoro della cattedrale, la Virgen de Guadalupe, disegnata su una placca d'oro con una cornice d'argento, è l'opera maggiore da non perdere. Una volta all'anno, durante la festa della Vergine, gli abitanti la portano in corteo per le strade. La chiesa della Merced (XVII) con la facciata dipinta è ugualmente imperdibile. Potrete anche visitare l'antica università della Casa de la Libertad e il museo della Tessitura che spiega le tecniche di fabbricazione dei tessuti boliviani. Approfittate, infine, della vita notturna il cui fulcro è costituito dai numerosi bar della città
© E. Valentin/Hoa Qui
Costruita su molti livelli, a 3.600 m di altezza, La Paz è piena di colori. Dall'alto dei suoi 6.000 m, il monte Illimani sembra vegliare sulla capitale boliviana. I suoi musei e i suoi mercati, soprattutto quello di Sagarnaga, sono appuntamenti da non perdere. Il museo Tiwanaku presenta una collezione di vestigia del periodo precolombiano e il Museo Nazionale d'Arte consacra una parte delle sue sale all'arte boliviana contemporanea. La chiesa di San Francesco è l'edificio coloniale più bello di La Paz. La città offre una rara occasione di veder convivere due realtà boliviane d'oggi: da un lato, gli indiani che perpetuano le loro tradizioni, come quella degli indumenti dai colori brillanti, dall'altro, gli uomini d'affari.
© Jeremy Horner/Hoa Qui
Santa Cruz, la capitale dell'Oriente, fondata nel XVI secolo, è diventata una città moderna, molto meno interessante architettonicamente rispetto alle altre tre città principali del paese. Ma è una tappa obbligatoria per partire in escursione verso i parchi amazzonici. Inoltre, i voli internazionali arrivano più spesso qui e ciò permette di abituarsi progressivamente all'altitudine.
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