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    Oman, viaggio nella terra de Le mille e una notte

    Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica Profilo
    Benvenuti nel Sultanato dell'Oman, per un tuffo in mezzo alle terre dei racconti de Mille e una Notte! Un viaggiatore può esplorare i deserti (con una guida, beninteso!), partire alla ricerca degli alberi delle montagne "verdi" di Dhofar, scoprire la capitale Mascate, bagnarsi nelle oasi, visitare le fortezze o partire per un trekking nelle montagne. Una destinazione sicura, dove l'ospitalità è elevata al livello di un'arte.

    Guida di viaggio

    Situato nella parte sud-est della penisola arabica, l'Oman si affaccia sul Mar d'Arabia ma anche sul golfo eponimo. Al sultanato, d'altronde, appartiene anche la penisola del Musandam, un territorio strategico che domina lo stretto di Ormuz. Questa piccolissima penisola è separata geograficamente dal resto degli Emirati Arabi Uniti.

    Con soli 2,69 milioni di abitanti, distribuiti su una superficie di 309.500 chilometri quadrati, il Sultanato è, in ogni caso, multietnico e multilingue. Il 26% della sua popolazione, infatti, è costituita da lavoratori stranieri, provenienti dal sub-continente indiano e dell'Africa orientale.

    Storicamente, in Oman si ritrovano testimonianze di popolazioni antiche fino dal terzo secolo avanti Cristo. Le popolazioni locali intrattenevano scambi commerciali con la Mesopotamia, la Persia e l'India. A partire del VII secolo, l'Oman venne islamizzato per poi subire la conquista, dal X secolo, dei Carmati e poi dei Selgiuchidi. I marinai omanensi operarono una main mise sulle rotte commerciali tra l'India e l'Asia fino al XVI secolo quando i Portoghesi conquistano Mascate (1508) e Ormuz (1519).

    Gli arabi di Oman riconquistarono la regione nel 1650, accapparrandosi diverse postazioni portoghesi, lungo il golfo Persico fino alle coste orientali dell'Africa. L'isola di Zanzibar, parte dell'attuale Tanzania rimarrà soggetta al potere omanense fino al XIX secolo. L'isola delle spezie fu, infattim un (triste) fulcro della tratta degli schiavi. Nel 1797 fu fondato il Sultanato di Mascate, la cui dinastia è tutt'oggi al potere.

    Sotto il regno di Said ibn Sultan, l'Oman dietro ampio spazio ai suoi possedimenti in Africa orientale. La capitale del sultanato, d'altronde, fu trasferita nel 1830 a Zanzibar, nell'attuale Stonetown. Durante il suo lungo regno, circa una cinquantina di anni, il sultano controllò dei territori che il sud della Persia, lo stretto di Ormouz, un'enclave nell'attuale Pakistan e, lungo le coste orientali africane, le isole di Zanzibar e Pemba, dei comptoir tra Kilmwa (Tanzania) fino a Mombasa (Kenya).

    Turisticamente esclusivo, il Sultanato dell'Oman offre villaggi di montagna, palmeti d'altura, accampamenti nomadi in vallate di sabbia, città, palazzi e fortezze (come il forte di Nizwa, di Bahla e di Jabrin) che sembrano usciti da un racconto di Sinbad. Architettonicamente, a differenza della sua vicina Dubai, il Paese è attento per il momento a non erigere grattacieli sul suo territorio. La destinazione omanita è rinomata per le immersioni e per l'osservazione della schiusa delle uova di tartaruga marina.

    In questa parte di mondo il deserto non è riuscito a inghiottire ogni cosa e, esplorando questa terra da favole arabe, è facile incontrare i wadi, i tipici canyon dell'Oman il cui fondo è rigoglioso e coltivabile. Sono molto diversi l'uno dall'altro ma tutti hanno il fattore scenografico. I wadi hanno una profondità varia e sono formati dallo scorrere dei fiumi (permanenti o temporanei in concomitanza con le precipitazioni) che erodono il terreno fino a formare queste splendide valli.

    I wadi sono delle vere oasi nel deserto. Sono un sistema unico al mondo per biodiversità e ricchezza che ha permesso la vita già migliaia di anni fa: interi villaggi infatti si sono sviluppati attorno alle fertili rive dei wadi traendo beneficio da una terra apparentemente arida e inospitale.

    L'Oman è un paese dove l'anima araba classica convive con le tendenze moderne. Il sultano Quabus ben Said "il sultano gentile" lo ha reso molto tollerente e moderno basandosi su politiche che risentono della sua educazione occidentale. Qui infatti le leggi arabe sono applicate con più leggerezza: è possibile consumare alcool in hotel e ristoranti e anche trovare la carne di maiale nei supermercati.

    I consigli della redazione

    Proprietà del governito omanita, la National Ferry Company (NFC) assicura 4 collegamenti per settimana tra Mascate e Khasab, dopo in viaggio in catamarano di 6 ore. Sopra queste imbarcazioni possono essere ospitate anche delle vetture. Il viaggio in catamarano è un'interessante alternativa a quello su strada, in quanto consente di evitare le formalità del visto che si presentano al confine con gli Emirati Arabi Uniti.

    Attenzione, le tasse e le mance non sempre sono incluse nei prezzi indicati sui menù dei ristoranti. In questo caso, viene fatturato il 9% in più come tassa governativa e l'8% per il servizio.

    Scattare foto nelle grandi città non pone problemi, a meno che non puntiate apertamente l'obiettivo sulle persone (uomini o donne). Nei villaggi, siate più discreti ed evitate di riprendere scene di strada. Perciò, limitatevi alle foto di paesaggi e monumenti.

    Quando visitate luoghi pubblici, indossate abiti decenti. Per questo motivo, le donne devono evitare le tenute troppo corte e le scollature provocanti. In pubblico, non ci si bacia sulla bocca (a Mascate, alcuni turisti hanno avuto delle seccature con la polizia che ha giudicato il loro comportamento irrispettoso). Durante il periodo di Ramadan, evitate di bere acqua, mangiare o fumare nei luoghi pubblici. Ancora meglio e in modo più generico, evitate il periodo del Ramadan, dato che ogni cosa si ferma!

    Vi sconsigliamo di visitare l'Oman nel periodo che va da maggio a settembre, in particolare i mesi di luglio e agosto. Infatti, durante la stagione estiva fa caldissimo, con temperature che possono andare addirittura dai 40 ai 50 C° gradi! Durante questo periodo, ci si sente bene solo all'interno (con una forte climatizzazione) degli hotel oppure nelle piscine con l'acqua raffreddata.

    Se volete vedere il Dhofar "verdeggiante" venite a settembre, al termine della stagione dei monsoni. In questo periodo le piogge trasformano il paesaggio, dando vita a cascate, pianure e alberi coperti di foglie all'interno del deserto. Anche se per poco, sembra di essere in Svizzera!

    Il Musandam è una regione molto isolata dell'Oman. Infatti, non ci sono voli diretti e, se volete visitarlo, dovrete passare da Mascate o da Dubai. Se siete alla Six Senses Zighy Bay, dovrete attraversare gli Emirati Arabi Uniti per raggiungere l'aeroporto di Khasab e sarete obbligati a ripagare le spese del visto per il Sultanato dell'Oman. In compenso, il visto per l'Oman vi consentirà di andare a Dubai, che si trova solo a un'ora e mezza di strada. Potrete, così, scorprire due facce, tra loro molto diverse, all'interno della penisola arabica.

    I più

    • +Un luogo autentico e incontaminato.
    • +L'ospitalità dell'Oman.
    • +A Mascate, gli hotel sono maestosi.
    • +L'insicurezza è un lontano ricordo.
    • +L'unione di deserto, mare e montagna.
    • +La ricchezza culturale e i numerosi forti.
    • +Il paese si presta agli autotour in 4x4.

    I meno

    • -Le distanze tra i diversi siti sono notevoli.
    • -Non è possibile andarci in estate perché fa troppo caldo.

    Tradizioni

    Nel tempo gli omaniti sono diventati dei veri e propri campioni della tutela dell'ambiente. Dopo decenni di caccia intensiva, numerose specie animali un tempo decimate, tra cui le giraffe, sono divenute ormai protette.

    L'Oman è un Paese dove è richiesto un'alto livello di pulizia. I mercati moderni dispongono di piastrelle ed aria condizionata e hanno sostituiscono poco a poco i vecchi suk maleodoranti. È proibito gettare carta o mozziconi a terra e andare in giro nella capitale con una vettura sporca. I conducenti si fermano, prima di entrare nella capitale, per pulire i propri veicoli.

    L'islam è la religione di Stato dell'Oman e la principale fonte di legislazione nazionale è rappresentata dalla sharia: al suo interno, comunque, è affermata la libertà religiosa, unitamente al divieto di discriminazione religiosa. Il governo omanita ha generalmente garantito la libertà religiosa per tutte le fedi presenti, sebbene rimanga qualche limitazione per i fedeli non islamici.

    Nelle regioni interne, le donne indossano il burka, una maschera che copre interamente il viso, tranne gli occhi. Le maschere sono tinte con l'indaco e ornate di fili d'oro. Ancora in vigore in certi villaggi di Djebel Hajar, così come presso le tribù beduine del deserto di Wahiba Sands, le tradizioni omanite testimoniano un'attrazione sia degli uomini sia delle donne per i gioielli.

    Dal 2011 gli omaniti e i visitatori possono trascorrere la loro serata ascoltando un'opera lirica alla Royal Opera House Muscat a Mascate, la capitale del Sultanato. Questo nuovo luogo di alta cultura, un unicuum nel suo genere all'interno della penisola arabica, propone una programmazione con nomi internazionali, che prevede, tra gli altri, Andrea Bocelli e Placido Domingo. GASTRONOMIA

    La cucina omanita mescola i sapori della cucina indiana con quelli provenienti dalla gastronomia libanese. Riso e il pane chapati accompagnano generalmente un piatto di carne o di pesce, di solito cucinato con spezie. A Mascate si trovano buoni ristoranti indiani, cinesi, europei o africani. I ristoranti detti "internazionali" sono interessanti per i frutti di mare. Il consumo di alcolici, vietato in pubblico, è autorizzato nei bar e nei ristoranti che dispongono di regolare licenza.

    In tutto il Paese i ristorantini locali servono biryani e curry, accompagnati da un piatto di verdure crude, per 5 euro. Si mangia "alla omanita", ossia seduti su un tappeto tra due cuscini. Il caffè, profumato al cardamomo, viene offerto durante la giornata, con datteri e frutta. I dolci al miele e alle spezie vengono tradizionalmente serviti la sera. Il dessert più tipico è l'omani halwa, dolce dalla consistenza gommosa composto da uova, zucchero, burro chiarificato, zafferano, cardamomo, noci e acqua di rose che viene cotto al forno per circa 2 ore.

    Indice di confort meteo

    Scopri le previsioni meteo settimanali di Oman . I diversi criteri climatici utilizzati ci permettono di suggerire con precisione il miglior periodo per partire a Oman . Gli indici temperatura, pioggia, abbronzatura o ancora l'indice vento vi permetteranno, grazie ad un indice meteo globale, di scegliere tra le attività che più si adattano alle condizioni climatiche previste per il periodo selezionato e in tal modo, godere a pieno delle proprie vacanze a Oman .

    Souvenirs e artigianato

    Nei suk, i mercanti propongono prodotti vari: alimentari, spezie e medicine tradizionali, tessuti, vestiti e merceria, articoli per la casa, bauli in legno, giocattoli di plastica e pugnali in argento. Si trova anche un po' d'artigianato locale: a Mascate, gioielli in argento cesellato e in oro. A Nizwa, vasellame e cesti. A Salalah, incenso, profumi e piccoli incensieri in argilla dipinta.

    Nel Sultanato si possono anche trovare graziosi oggetti (piatti e bauli di legno, gioielli) importati dall'India. Nelle gallerie commerciali si trovano prodotti che arrivano da tutto il mondo, molto spesso più cari che in Italia.

    I negozi sono aperti la mattina dalle ore 8:30 alle ore 12:00 e il pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 20:00. In linea di massima, comunque, tutto dipende dal tipo di esercizio commerciale. I supermercati osservano un orario continuato. In teoria, la chiusura settimanale è il venerdì. In pratica, però, diversi negozi rimangono aperti.

    Attrazioni turistiche

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