Israele
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    Israele meriterebbe un viaggio già solo per la sua capitale, Gerusalemme, la città santa, crocevia di tre religioni, tante guerre e problemi che non sembrano aver fine. Ma in Israele c'è anche la movida di Tel Aviv, il deserto del Negev, la verdeggiante Galilea di Gesù: ognuna di queste destinazioni vi lascerà a bocca aperta.

    Guida di viaggio

    Paese giovane, ufficialmente identità statale dal 1948, Israele s'iscrive religiosamente e culturalmente in una Storia ben più antica. Con un viaggio in Israele ci si immerge nella culla delle tre religioni monoteiste, giudaismo, islam e cristianesimo, ed in un Paese - ma soprattutto Gerusalemme - che è per molti fedeli una tappa importante di viaggi spirituali. D'altronde, la Città tre volte santa rimane il cuore religioso della destinazione in un'opposizione quasi antitetica con la vibrante e giovane Tel Aviv, rinomata ormai come destinazione festiva per un week end.

    Distanti poco più di un'ora di viaggio l'una dell'altra, le due principali città d'Israele si visitano con facilità. Nella Gerusalemme contesa si assapora un'atmosfera di spiritualità della quale si fa difficilmente astrazione, ma che ne riassume l'essenza stessa del suo fascino. È nella sua parte ovest, al di fuori della mura antiche, che la seconda città d'Israele desidera ritagliarsi uno spazio di modernità. Tra l'università e i locali che decidono di non sottostare alla chiusura religiosa dello shabbat. Un tradizionalismo, d'altronde, che fa completamente difetto a Tel Aviv che proclama la sua modernità e diversità senza sforzi. Baciata dal mare Mediterraneo, la località vive al ritmo di nuove tendenze, locali, negozi e appuntamenti culturali.

    Si scivola verso sud, infine, per ritrovarsi al confine con l'Egitto, nella località di Eilat, una delle principali mete turistiche sulle meravigliose sponde del Mar Rosso. Qui la tendenza è al resort, spesso con formula all inclusive, in un panorama che ricorda le sue vicine egiziane.

    I consigli della redazione

    Per coloro che volessero alloggiare nella "campagna" israeliana, una soluzione è prenotare un soggiorno in un kibbutz. Nel paese ne esistono almeno una trentina con complessi alberghieri e villaggi turistici. Un'altra soluzione, piuttosto economica, è rappresentata dai Foyer religiosi. A Gerusalemme e nei luoghi di pellegrinaggio, esistono una quarantina di ospizi cristiani che offrono camere o dormitori con la prima colazione.

    Se amate l'archeologia, potete partecipare a uno dei numerosi scavi aperti durante l'estate. Non c'è bisogno di alcuna qualifica particolare e sono accessibili a tutti (unica condizione: aver compiuto diciotto anni). E se invece volete incontrare dei palestinesi, fate un'escursione nei...Territori palestinesi. Nelle città arabe e nelle colline della Cisgiordania esistono molti luoghi da visitare. Lontano dagli stereotipi mediatici, scoprirete un'altra realtà.

    I più

    • +La strabiliante varietà dei paesaggi israeliani: una sottile combinazione fra turismo balneare e turismo ecologico.
    • +L'eccezionale patrimonio storico e culturale, da combinare a proprio piacimento, dall'archeologia biblica alle realtà contemporanee.

    I meno

    • -L'ospitalità sembra essere il punto debole di questo paese.
    • -Le incertezze politiche dello stato ebraico e le tensioni derivanti necessitano di una certa attenzione.

    In immagini

    • La pianura costiera : La costa, Israele - Israele
    • Le colline centrali : Le regioni centrali - Israele
    • La Rift Valley : La Rift Valley, Israele - Israele
    • Le montagne rocciose : Il deserto del Negev, Israele - Israele
    • Gli sport all'aperto : Il parco di Timna, Israele. - Israele
    • La costa mediterranea : Tel Aviv, Israele - Israele

    Tradizioni

    Si sconsiglia vivamente di fotografare un ebreo che prega, soprattutto durante lo shabbat. Se parlate di politica o religione, ascoltate - è sempre un'esperienza che arricchisce molto - ma non esprimetevi troppo o, almeno, fate attenzione a moderare i giudizi. Qualunque siano le vostre opinioni, sappiate che è un ambito estremamente sensibile. Rispettate i luoghi di culto: sono essenziali discrezione ed un abbigliamento corretto. Nei quartieri ebrei ortodossi, le donne devono evitare i pantaloni perché sono mal visti. Piccola lezione di devozione: ci si scopre il capo nelle chiese, ce lo si copre nelle sinagoghe e si tolgono le scarpe nelle moschee e nelle case musulmane. Infine, nei ristoranti kasher, evitate di ordinare latticini e carne insieme. Ma potete comunque bere vino.

    Gastronomia

    Espressione del paese, le tradizioni culinarie riflettono le diverse provenienaze della diaspora ebraica. Per quanto riguarda la cucina mediorientale, si potranno assaggiare delle mezzè (antipasti misti), dell'hummus (purea di ceci), della tehina (purea di sesamo), un'insalata di melanzane accompagnate dal pane pita (specie di focaccia), delle grigliate e dei dolci zuccherati a volontà.

    Per pasti più veloci, fermatevi in uno dei molti stand che preparano i falafel (polpettine di ceci fritte) e la chawarma (carne di montone grigliata), il tutto presentato in un pane pita, e che propongono anche un'ampia scelta di insalate. La cucina yemenita aggiunge a questi piatti arabi un'infinità di spezie profumate. Propone inoltre la zuppa di coda di bue, il foul (passato di fave) e diversi tipi di pane, come il mallawah (croccante) o il lahuh (pane lievitato).

    Per quel che riguarda la cucina ebraica dell'Europa centrale, si predilige il fegato macinato, la carpa ripiena, il cavolo con i funghi, le piccole crespelle salate, gli sformati di patate, gli shashlik (spiedini), il gulasch (spezzatino di manzo alla paprica).

    Hotel recensiti

    Matteo Bosco Bortolaso Matteo Bosco Bortolaso

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    Hotel recensiti dai nosti esperti

    Souvenirs e artigianato

    Si possono acquistare prodotti di artigianato ispirati alla tradizione ebrea, come le mezuzah (scatolette in argento, metallo o legno contenenti una pergamena arrotolata, sulla quala si leggono due passi del Deuteronomio). Sono affisse su tutte le porte delle case israeliane, salvo quelle dei bagni. Ma anche le menorah (gioielli, argenteria...), i diamanti (Israele è uno dei primi centri al mondo per il taglio dei diamanti) e le pelli. I prezzi sono vantaggiosi perché le tasse sono inferiori rispetto a quelle europee. Inoltre, se pagate in valuta straniera, i negozi riconosciuti dal Ministero del Turismo vi concedono una riduzione immediata del 5% e uno sgravio per gli acquisti superiori ai 45 euro (l'IVA vi sarà rimborsata all'aeroporto dietro presentazione della fattura). Nei mercati arabi (suk) del centro storico di Gerusalemme, troverete ricami palestinesi, articoli in rame, spezie... I negozi sono aperti dalla domenica al giovedì, dalle ore 9:00 alle ore 19:00, e il venerdì solo la mattina. Per gli ebrei, il giorno di riposo è il sabato (shabbat). In questo giorno è tutto chiuso, tranne nelle grandi città e nelle località turistiche più importanti. I negozi musulmani e cristiani hanno gli stessi orari di apertura ma chiudono rispettivamente il venerdì (giorno di riposo settimanale) e la domenica.

    Attrazioni turistiche

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