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Vegetariani e vegani in viaggio

Consigli pratici

Non c'è dubbio che i pasti occupino un posto importante durante una vacanza. Spesso i viaggi sono il momento adatto a sperimentare altre culture culinarie, nuovi piatti e bevande. Talvolta però, il momento di mettersi a tavola in un paese straniero rischia di trasformarsi in un momento di ansia, soprattutto per coloro che, per diverse ragioni, hanno esigenze alimentari particolari. Vegetariani e vegani, nonostante il numero sempre crescente di strutture che fanno fronte alle loro esigenze, possono trovarsi un po' in difficoltà durante i viaggi all'estero, soprattutto se si tratta di viaggi un po' ''avventurosi'' o in paesi di cui non si conosce la lingua.

Come sempre il miglior consiglio è iniziare a prepararsi alla vacanza prima di partire, cercando le informazioni che ci servono su internet o in agenzia, magari scrivendosi una lista di indirizzi utili dove mangiare. Oggigiorno non mancano i siti nei quali trovare ristoranti vegetariani e vegani ai quattro angoli del pianeta. Come primo passo si può dare uno sguardo al sito dell'IVU (International Vegetarian Union), sul quale è possibile ricercare non solo ristoranti e alberghi veggie-friendly, ma anche altre iniziative come festival o sagre a giro per il mondo. Esistono poi numerose guide per vegetariani e vegani (per la maggior parte edite in inglese), per diversi paesi. Per i viaggi in Europa o nelle aree del Mediterraneo una vera miniera di informazioni è www.vegetarianguides.co.uk , dove è possibile anche acquistare guide dei diversi paesi per vegetariani. Molto documentato e ben organizzato anche il sito www.veganbackpacker.com . Esistono anche alcune agenzia di viaggio che si occupano dell'oganizzazione di viaggi ''su misura'' per chi ha esigenze particolari, anche da un punto di vista alimentare: fra queste, ad esempio, l'italiana tipidatour .

I viaggi negli Stati Uniti non creano problemi per i vegetariani, in generale è sufficiente una veloce ricerca su internet per trovare decine di posti dove mangiare: la maggior parte delle catene di fast-food, in America, offrono anche menù vegetariani (la lista completa sul sito della PETA), inoltre si stanno sviluppando anche catene di ristoranti veggie, come Native Foods Cafe. Per non parlare dei ristoranti vegetariani delle grandi città: pranzare da Gobo a New York o al Millennium Restaurant di San Francisco, è qualcosa che perfino le guide ''classiche'' consigliano.

Più difficile può essere viaggiare in altri continenti, soprattutto quando non se ne conosce la lingua. In questo caso la cosa essenziale, prima di partire, è imparare nella lingua locale le frasi indispensabili a comunicare nei ristoranti, come le espressioni ''non mangio carne'', ''senza burro'' o ''senza formaggio'', ad esempio. A questo proposito, è stato pubblicato un opuscolo, Vegan Passaport , nel quale in ben 73 lingue diverse si spiega molto chiaramente cosa i vegani mangiano e non mangiano: sarà sufficiente mostrare al ristorante la pagina nella lingua locale per riuscire ad avere un piatto privo di prodotti animali. Le lingue contenute nel tascabile dovrebbero coprire, sostiene la casa editrice, il 95% della popolazione mondiale, ma se ciò non bastasse, è presente anche una chiara ed efficace guida per immagini.

Per quanto riguarda il viaggio in aereo, oggigiorno la maggior parte delle compagnie di volo servono anche pasti per vegetariani. La cosa migliore è richiedere che il vostro menù sia vegetariano/vegano al momento della prenotazione, per poi riconfermare il menù e ricordare la vostra richiesta al momento del check in: di norma le richieste per i menù alternativi è preferibile farle con almeno 24 ore di anticipo, in ogni caso sul sito delle compagnie aeree solitamente si trovano le informazioni generali.

Gloria Liccioli

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