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Autostop e carsharing

Consigli pratici

In piedi sul ciglio della strada, soltanto un'idea fumosa e malorganizzata dell'imminente viaggio, il pollice alzato e uno zaino sulle spalle. Un must della cultura beat, un mito che arriva direttamente dalle "summer of love" degli anni '60 e '70, impallidito durante gli omologanti anni '80 e tramandato romanticamente dalle pagine di "On the road", l'autostop sembrava una pratica passata di moda, se non del tutto sepolta sotto una cauta diffidenza e spazzata via, forse, da un benessere crescente. Ma ora, sarà una sempre maggiore sensibilità ecologista o la diminuzione delle finanze soprattutto nelle tasche di studenti squattrinati o giovani precari, l'autostop sta riprendendo piede, rimodellato dalle potenzialità solidaristiche del mondo virtuale.

Le sue virtù sono molteplici: è ecologico, permette di risparmiare e invita a conoscere persone nel variegato e bizzarro mondo degli autostoppisti e di chi accetta di offrir loro un passaggio.
Rovescio della medaglia: impossibile programmare alcunché, prenotare un albergo o imporsi una tabella di marcia; e, soprattutto, l'autostop resta sempre abbastanza rischioso.

Ecco qua allora qualche consiglio per ridurre i rischi e avere più probabilità di trovare un automobilista disposto ad accoglierci nella sua auto.

1. Preferire le ora di punta, tra le 7 e le 9 del mattino e tra le 16.30 e le 18.30 la sera. Più traffico c'è, più aumentano le probabilità di successo.
2. Viaggiare con un bagaglio al massimo.
3. Chiacchierare un po' con l'automobilista prima di salire in auto, servirà per lo meno a farsi un'idea della persona per considerare se accettare o meno il passaggio.
4. Scegliere bene la posizione. In Italia e in altri paesi, per esempio, è vietato fare l'autostop sull'autostrada. In ogni caso, meglio spostarsi dal centro della città verso strade periferiche ma non troppo trafficate dove accostare l'auto potrebbe essere causa di incidenti.

Un modo per ovviare almeno in parte a pericoli e disguidi dell'autostop è optare per il carsharing. Pratica molto sviluppata in Germania e nei Paesi dell'Est, un po' meno in Italia, il carsharing è una sorta di autostop organizzato. In Europa ci sono una miriade di siti internet che offrono un servizio di questo tipo, permettendo agli internauti di trovare compagni di viaggio con i quali condividere le spese di autostrada e benzina o trovare semplicemente un secondo guidatore e un po' di compagnia. Generalmente il servizio è gratuito, basta registrarsi, ed è utile sia a conducenti alla ricerca di passeggeri, sia a chi cerca un passaggio. Sul sito si troverà la lista degli itinerari già proposti dagli altri internauti. Una volta trovate le date e la tratta congeniali, non si ha che da contattare la persona che ha messo l'annuncio, per telefono, o via mail. Alcuni siti permettono di capire se l'utente sia affidabile o meno attraverso i giudizi di chi ha già viaggiato con lui, un po' come funziona su Ebay. Se l'itinerario e le date proposti non corrispondono alle proprie esigenze, allora si può creare un annuncio, sperando di essere contattati.

Per orientarsi nella giungla del web, qualche consiglio sui siti di carsharing più importanti, per viaggiare sia in Italia che in Europa:

viaggioeconomico.org, la versione italiana di un sito web europeo nato in Polonia, Paese da cui ancora oggi proviene la più grossa percentuale dei suoi 2000 visitatori giornalieri, e poi tradotto in 17 lingue. I tragitti che vi sono proposti coprono tutto il territorio europeo con una netta prevalenza per i Paesi dell'Est.
MitfahrZentrale.de: sito web tedesco, visitatissimo, visto il successo del carsharing in Germania, disponibile anche in inglese e in francese.
MyLifts.com: portale inglese utile per viaggiare nel Regno Unito
Covoiturage.fr: aggiornato ed efficace sito francese utile per viaggiare soprattutto in Francia.

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