
Navetta
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Accesso disabili
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Spazio benessere
Piscina
Sport
Animali ammessi
Standard internazionale
RiposoEmana un discreto senso di lusso, l'entrata imponente del Al johari, con tanto di statua leonina a sorvegliare l'accesso. Una decò zanzibarina, dalla evidenti influenze medio-orientali vige sovrana. Risolutamente più consono alle coppie che alle famiglie o gruppi di amici.
Nell'area di Shangani, l'hotel è centralissimo. Dista 5 minuti a piedi dai Giardini di Forodhani. Contare una quindicina di minuti per raggiungere l'aeroporto in auto.
Aperto nel 2008, i proprietari sono di diverse nazionalità: tedesca, britannica, americana e italiana.
Chiamatelo Al Johari o "Il Gioiello", secondo traduzione, questo hotel nel cuore di Stonetown. Definitosi al passo con i tempi come un boutique houtel, si cela in uno dei bianchi palazzi del centro storico. Al programma un ambiente tradizionale ma con nette influenze moderne per essere sicuri di assicurare un comfort più lussuoso. Dalla reception in legno, luogo decisemente di passaggio visto le sue dimensioni anguste, si è condotti verso le scale e le parti alte del palazzo, sede delle camere.
Per quanto riguarda gli spazi comuni, niente piscina ma un'apertura sul tetto. Qui, prima del ristorante, si ritrova uno spazio lounge, il Fusion Bar: con un panorama a 270 gradi sui tetti della città e una straordinaria vista sul mare - non sempre presente negli hotel dei vicoli, è decisamente una delle parti più interessanti dell'hotel. Bar, poltrone e cuscini per assoporare un momento di relax, al fresco.
Sono quindici le camere del "gioiello" di diverse categorie, il che visto il numero è da considerarsi un exploit: dalla single deluxe, come il suo nome l'indica, per i clienti solitari fino alle junior suites. Un minimo comune multiplo le unisce, tuttavia: le dimensioni. A scala delle categorie sono tutte decisamente strettine. Nella singola sembra appena esserci il posto per il letto, che hanno conservato di artigianato zanzibarino, e anche nelle junior suite, la categoria più alta, si superano appena i 25 metri quadri.
Porte in legno con serratura elettronica, mura bianchissimi che creano un contrasto con le persione scure e il mobilio in legno, il concetto dell'arredamento si ritrova in tutte le camere. Cambia decisamente il tono per quel che riguarda la sala da bagno. Si lascia un'atmosfera "d'Africa" per ritrovare un design essenziale, quasi di aspetto cittadino. Dal bagnetto piccolo ma piacevole delle singole fino al grande spazio riservato alle junior suite, con tanto di doccia idromassaggio, lo stile piacerà ai viaggiatori in nostalgia della modernità cittadina.
Si sale verso i tetti per accedere al ristorante del Al Johari, aperto a colazione, pranzo e cena. In tradizione, e soprattutto rispettando la moda del momento, si mangia con vista sulla città. Tuttavia, sorpassato lo spazio "lounge", non si capisce bene perchè si è deciso di chiudere la sala. In conseguenza il ristorante gode di una vista panoramica, certo, ma non delle piacevole brezza che accarezza i tetti della città di Pietra.
Al menù una cucina dai toni fusion che mescola ricette internazionali, dalle sonorità francesi e italiane, ai piatti più tipici dell'isola: linguine alla genovese si accompagnano di un tadjine di agnello o di spiedini ai frutti di mare. Un'ampia scelta di vini, sudafricani, certo, ma anche italiani e francesi e qualche dessert, decisamente europeo (tiramisu, torta morbida di cioccolato)...
Valutazione dell'interesse dell'hotel in base al voto sul confort, alla sua posizione e ai prezzi della sua categoría.
Valutazione dell'hotel in funzione dell'insieme di servizi e prestazioni offerte.
Valutazione della qualità dell'hotel in base alla sua posizione geografica