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CuoreSpiaggia e piscina, amaca e giardino, con orizzonte i colori dell'Oceano Indiano. Sono queste le attività del Matemwe Bungalows and Retreat, un indirizzo per un farniete dorato abbinato a delle prestazioni di livello.
Testo di V. Maiella - Foto di A. Lorgnier
Sulla costa nord-est dell'isola, da dove partono le escursioni per l'atollo di Mnemba e la sua laguna. Contare almeno un'oretta per raggiungere l'aeroporto internazionale di Zanzibar. E poco meno per la città di Stonetown.
Parte del gruppo sudafricano Asilia, il Matemwe si declina in due universi: il lodge con i suoi dodici bungalows e i romanticissimi (dalle prestazioni di lusso) tre retreats (eremi) sulle "alture" della proprietà.
La struttura è chiusa durante la stagione delle piogge, in marzo e aprile.
Superato il villaggio di pescatori di Matemwe, passati oltre una gioiosamente chiassosa scuola con i suoi piccoli allievi dalle divise colorate, si giunge in una specie di porto di tranquillità dove è sorto il Matemwe Bungalows & Retreat.
In opposizione alla sabbia bianca e alberi di cocco del villaggio, le porte del lodge si aprono rivelando una folta vegetazione tropicale con i suoi fiori dai colori sgargianti: si è così accolti nello spazio aperto e circolare della reception. Alla sua sinistra si dirige il vialetto che porterà ai bungalows-camere mentre alla sua destra, e immediatamente al di sopra, si trovano gli spazi comuni.
Lo spirito del Matemwe ha voluto rispettare una certa sobrietà ma traducendola in un nuovo concetto che esalta degli arredi semplici, cuscini colorati, tetto di makuti per il ristorante, sedie da regista, piscina con effeto infinity, ombreggiata naturalmente dalle palme del giardino, che si uniscono a formare un tutto di armonioso insieme. Niente design o tratti duri ma uno stile da bungalows sulla spiaggia rivisitato in maniera alla moda.
Come su delle piccole collinette, la piscina si traduce in uno spazio fronte mare da cui ammirare l'Oceano e una seconda vasca leggermente al di sotto, più ombreggiata. Tutt'attorno degli angoli riposo con delle sdraio "doppie", e si nota in queste l'abitudine di accogliere una clientela prevalentemente di coppie, unite in un solo e largo materasso.
Giusto di fronte la reception, una piccola boutique propone degli articoli di artigiato più o meno verace. Questa risulta comodo per l'acquisto di beni di prima necessità (come la crema solare in caso di dimenticanza), sarebbe però peccato limitarsi ad uno "shopping" degli articoli tipici senza passare per il mercato di Stonetown. Non lontano, a ridosso del ristorante, un angolo internet fornisce un computer per navigare on-line, la connessione è lenta come su tutta l'isola ma dopottutto sono in pochi a non volere "staccare la spina" una volta sui luoghi. Più interessante l'angolo biblioteca con qualche libro, spesso best sellers anglosassoni, non aspettatevi grandi classici, lasciato da precedenti clienti. Per finire la ricreazione, nella parte inferiore del giardino, lungo il viale che porta alla spiaggia, un gioco di scacchi con personaggi africani in formato gigante. Carino.
Sono queste piccole attenzioni ma che denota la cura portata allo svago dei propri ospiti. Una cordialità e un servizio che fanno sempre piacere trovare.
Dodici bungalows in tutto che si sviluppano sul lato sinistro del lodge. Rigorosamente fronte mare, dato che si ergono tutti su di una specie di rilievo, direttamente sulla scogliera di corallo. Proprio questa impedisce la discesa a mare diretta dalle proprie camere. Peccato.
Per raggiungerli, si cammina lungo un vialetto ombreggiato dalle piante del lussureggiante giardino. Intelligentemente ombreggiato per evitare agli ospiti delle scottature dal sole zanzibarino!
Lo spazio rimane uno dei punti prestigiosi dei bungalows. Ben separati gli uni dagli altri si gode di una relativa tranquillità.
Gli arredi sono uguali per le dodici camere fatta eccezione la presenza o meno del soppalco. Alloggiati sotto un tetto di makuti tradizionale, tipico modo di intracciare le foglie di palma, alcuni bungalows (dal numero 7 al 12) dispongono di un soppalco, aiutato anche dall'altezza importante del makuti, su cui viene aggiuunto un secondo letto. Utilizzato da famiglie o coppie, secondo preferenze.
Nell'arredo, dettagli di decò africana, gioco di bao in legno, tappeti tradizionale, tessuti colorati, si uniscono ad un estetica più occidentale come il grande letto morbido con un angolo riposo con divani con vista sul mare. Di forma semicircolare si penetra nel bungalows da una porta laterale ma questo si sviluppa poi verso il terrazzino che domina la barriera corallina. L'essenza stessa del farniente è qui ritrascritta nella grande amaca e nel divano all'esterno con i suoi cuscini morbidi. Due grandi porte-finestre trasmettono la sensazione di spazio e ariosità propria alla struttura.
La ciliegina sulla torta arriva poi attraverso le sembianze della sala da bagno: semi aperta sulla stanza questa rispecchia una decò più "cavernosa" con un finto effetto "grezzo" data dalla freschissima "lime stone" (pietra di corallo) che produce un effetto liscio ed essenziale. Vasca da bagno e doccia aperta per un bagno grande quanto appartamenti in alcune capitali internazionali!
A completare l'atmosfera, già a nostro parere piuttosto romantica dei bungalows, vengono i tre "retreats" Safina, Zanizam e Nuru (luce, in italiano). E comincia una fiaba.
Sulle alture della proprietà, si ergono tre eremi dai nomi melodiosi: Safina, Zanizam e Nuru. Se la loro posizione li allontana geograficamente dal mare rispetto ai bungalows, la loro altezza li avvantaggia di una vista a strapiombo sui colori della atollo di Mnemba. Da non disdegnare, questo va da sè. Costruiti con una sapiente unione di legno e pietra corallo (la lime stone dell'isola), gli eremi sprigionano un sentimento di intimità assoluta, spudoratemente romantica.
Si è accolti da una terrazza in legno come in strapiombo sul giardino che conferisce una originale sensazione da "capanna sugli alberi". Qui lo spazio salotto con amaca, divano, giochi, il tutto rigorosamente in legno grezzo (ammorbiditi da materassi e cuscini, ovviamente) a darsi un aria da capanna di Robinson Crusoe ma con comodità abbinate. Su questa, infine, viena apparecchiata la tavola dal cameriere personale che si occupa di ciascun "eremo". Completamente aperta, vista mozzafiato, non ci si sente compresso in quattro mura: un sogno!
Si penetra poi nella parte "di corallo" con le sue mura a proteggere la tranquillità delle notti. Qui la stanza che rimane assolutamente ariosa con più di quattro finestre e porte-finestre decorate dal legno dell'isola. Luminosa e fresca è quella in cui si riassume al meglio l'unione tra la pietra corallo ed il legno. Accanto il bagno, universo assoluto della pietra corallo. Vasca incavata nella roccia sotto finestrone aperto sull'oceano...
L'eremo si completa infine con il suo tetto terrazza: al di sopra una piscina personale, un angolo orientaleggiante ornato da cuscini e delle sdraio per il sole, un avangusto dei tetti di Stonetown.
Una sola voglia: quella di togliersi le scarpe e di restare scalzi fino a fine vacanze, vivendo in una specie di lussuoso isolamento.
Un ristorante e un bar (riciclato in un'imbarcazione zanzibarina) sono i posti di rifocillamento della struttura. Il bar vicino la piscina si lascia cullare da musica piuttosto "molleggiata" come pezzi reggae o comunque brani "soft" che si accomodano particolarmente con i vari divanetti. Ben presto si è incitati ad assumere una posizione piuttosto vagamente distesa che perfettamente eretta. Ma dopottutto si è in vacanza.
Il ristorante si trova poco prima della spiaggia, sull'ultimo blocco di roccia corallina. Con una posizione invidiabile domina l'oceano che lo circonda assicurando ancora una volta quel sentimento di spazio, grande lusso della struttura. Aperto, sotto un makuti, si rilassa attraverso un arredo volutamente semplice ma che soddisfa. Colazione a buffet per cereali, marmellate, bsicotti ma si beneficia di un servizio a tavola per i piatti caldi come le uova strappazzate (o altro genere) e le crepes. Stesso concetto per il pranzo dove vengono serviti dei piatti freschi come insalate o verdure, unita a qualche specialità locale, il tutto disponibile al buffet.
Un menù è invece pensato per la cena: annunciato diligentemente su di una lavagnetta, l'ospite dispone di due-tre scelte per portata. Piatti di stampo internazionale con una tendenza anglosassone si declinano ugualmente attraverso ingredienti e piatti locali. Freschi e genuini gli ingredienti anche se la concezione del menù rimane meno originale.
A disposizione degli ospiti la lunga spiaggia di Matemwe, oltre il ristorante. Il paesaggio è quello zanzibarino: sabbia bianca, mare dai toni verde-azzurri anche se con qualche alga (coltivate dalle donne del villaggio che le vendono poi al mercato), ma la foto da cartolina rimane. Qui, il centro di immersione che propone le varie escursioni marine. Giust'accanto il villaggio di pescatori, piacevole la passeggiata. E di fronte l'atollo di Mnemba, alquanto rinomato per lo snorkeling.
Valutazione dell'interesse dell'hotel in base al voto sul confort, alla sua posizione e ai prezzi della sua categoría.
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