Per il suo esordio da regista, Madonna sceglie di raccontare una favola moderna: la storia d'amore tra la divorziata americana Wallis Simpson et il re d'Inghilterra Edoardo VIII. Lui, re di un anno, come è stato spesso soprannominato, era lo scapolo più ambito al mondo e sovrano di un impero di 500 milioni di persone. Lei invece, era reduce da un matrimonio fallito con un militare violento e sposata ad altro uomo, Ernest Aldrich Simpson.
Saltellando tra l'esotica Shang Hai, l'aristocratica Londra e un'intramontabile New York, Madonna sceglie una cornice pluriforme per narrare la vicenda. Sarà infatti una newyorchese dei giorni nostri, omonima di Wallis, la voce narrante.
Degne di nota sono le scelte costumistiche: la regista si è infatti valsa di collaborazioni del calibro di John Galliano e Arianne Philips. Niente di cui meravigliarsi, la cantante è un'icona del look dagli anni Ottanta. Anche la fotografia è ottima, impreziosita spesso da un'attenzione quasi maniacale ai dettagli. Quasi ossessivi a volte, come nella scena in cui la tristezza della Wallly degli anni '90 passa osmoticamente nell'ambiente che la circonda. Anche le comparse riflesse in una pozzanghera sembrano vestite a lutto.
Qualche imperfezione c'è, soprattutto nei personaggi di Wallis e Edward, poco realistici entrambi. Lui è un personaggio piatto, quasi un principe Disney senza personalità, che gioca il ruolo dell'ingenuo posseduto da un amore ossessivo per Wallis. La realtà storica offriva molte più sfumature: Edoardo era un donnaiolo con probabili legami col nazismo, molto lontano dall'essere l'eroe dei lavoratori come suggerito da alcune scene del film.
Il personaggio di Wallis, invece, si riassume al ritratto romantico di un'eroina che soffre per aver rinunciato alla sua libertà e alla sua reputazione dopo essersi compromessa con Edoardo.
Considerata all'epoca un'arrampicatrice sociale ossessionata da vestiti e gioielli, sembra poco probabile che soffra dopo aver sposato un uomo che ha rinunciato a un impero per lei.
Data : 31/05/2012
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