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Squali crudeli. Veramente?

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26 luglio 2012 - 16:05

L'Australia teme i suoi abissi, dopo che un surfista è stato attaccato e ucciso da uno squalo bianco. Quinto attacco in dieci mesi, le autorità australiane hanno chiuso le spiagge e instaurato una politica di "spara a vista" qualora fossero avvistati degli esemplari del predatore pinnato.

Di che sentirsi in cattive acque, quanto meno per gli squali. Il Ministero della Pesca della regione australiana ha infatti richiesto al governo federale di cancellare lo squalo bianco dalle specie protette, per potere salvaguardare l'industria del turismo. A questo punto, le acque diventano fin troppo torbide, preoccupando gli ambientalisti. "Questi attachi sono terribili e sono una tragedia ma non possiamo rimproverare agli animali selvaggi di comportarsi in modo selvaggio", ricorda Richard Peirce, presidente dell'associazione Shark Trust.

Secondo lo stesso Peirce, la reputazione dello squalo bianco sarebbe più acqua che fuoco. Nel 2011, a causa delle fauci degli squali, sono stati registrati 14 attacchi mortali. La maggior parte degli attacchi si accompagna di una speculazione che vedrebbe la popolazione dei grandi squali aumentare, diventanto così più minacciosa. In realtà, ricorda Peirce, non esistono prove scientifiche a conferma di quest'ipotesi. Invece, a cambiare, è stato piuttosto il comportamento umano, invadendo sempre di più il territorio del predatore marino. "Ogni anno, siamo sempre più numerosi ad utilizzare il mare a scopo ricreativo tra surf, nuoto, kayak, snorkelling o immersioni. Le attrezzature permettono di stare più a lungo in acqua ed accedere a posti differenti. Un tempo, ero l'unico pazzo a fare il bagno in gennaio; oggi, quando guardo fuori dalla finestra nel nord Cornwall in gennaio, vedo almeno 30/40 surfisti. In questo modo aumenta la possibilità di un'eventuale interazione squalo-umano. Non ci verrebbe da camminare fra i leoni nel Kruger National Park, eppure siamo felici di invadere il territorio degli squali.", conclude Pierce.

Il grande squalo bianco si trova lungo le coste dell'Australia, del Giappone, degli Stati Uniti e del Sudafrica. Con i suoi 6 metri di lunghezza e un peso di due tonnellate è considerato da molti come un titano del mare. Semplici informazioni, per chi a invadere il territorio marino del grande pinnuto non ci pensa proprio.

Veronica Maiella
(da un articolo del Guardian di Anjana Ahuja)

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