Da leggere sotto l'ombrellone, una rassegna stampa tutta in leggerezza dei principali avvenimenti nel mondo del viaggio di agosto.
Lunedì
Aux armes citoyens, il patrimonio (francese, ndr) è in pericolo! Nel nome del benessere animale, le associazioni anti-ingozzamento anglosassoni sono riuscite, il 1° luglio scorso, a fare abolire la produzione e la vendita del foie gras in California. Sdegno tra i gourmets e gli chef americani, indignazione fra i produttori e battute sarcastiche da parte dell'opinione pubblica francese. A tal punto che François Hollande, in visita nella regione del Gers, si è apertamente espresso contro questo crime di lesa-gastronomia, simbolo della tradizione culinaria francese: "I produttori francesi hanno compiuto grandi sforzi per sottostare alle norme imposte dall'Europa per il benessere dell'animale", ha sottolineato il capo dello Stato francese. "Non permetterò che siano rimesse in causa le esportazioni di foie gras, specialmente verso alcuni paesi e stati in America. Non possono difendere il libero scambio e impedire il commercio di un buon prodotto come il foie gras dal momento che le norme sanitarie e quelle del comfort dell'animale sono rispettate"!
Leggi anche il nostro precedente editoriale: Pena di morte per il foie gras in California?
Martedì
Ogni scusa è buona per guadagnare. Vi ricordate sicuramente dei 33 minatori cileni che avevano riempito le prime pagine dei giornali restando 69 giorni di fila imprigionati in una mina nell'agosto 2010. La loro avventura era stata seguito dal mondo intero e il loro salvataggio ritrasmesso in diretta visionato da milioni di telespettatori. Da allora, hanno scritto dei libri, venduto una sceneggiatura al cinema, o si sono fatti pagare per delle interviste in TV. Recentemente, hanno creato una marca, i "33 del miracolo", il cui scopo non è quello di evengelizzare le pecore smaritte ma di vendere souvenir ai turisti. I fortunati viaggiatori potranno così riportare delle ciotole, delle felpe, delle medagli, dei piatti, con tanto di effigi dei miracolati.
Mercoledì
I politici sono gli stessi da un paese a l'altro. Il "fate quello che dico, ma non quello che faccio" sembra universale. Nel Regno Unito, dopo avere speso 3 milioni di pound in una campagna publicitaria per favorire il turismo nazionale, dopo avere incitato tutti gli espatriati britannici a ritornare in patria per le proprie vacanze e dopo aver moltiplicato gli slogan - "se volete partire in vacanza, perché non passarle da noi?" - James Cameron, il Primo Ministro, ha deciso di trascorrere le sue vacanze... all'estero. Nick Clegg, il vice-primo Ministro, seguendo i precetti del maestro, ha rapidamente prenotato dei soggiorni in Francia e Spagna. Ci si immagina come i britannici potranno seguire i prossimi consigli dei loro politici. Come dice un proverbio inglese: "First deserve, then desire": prima merita, poi richiedi.
Giovedì
La tassa sul carbonio per le compagnia aeree si fa pesante. Imposto dall'Europa dal 1° gennaio scorso, ha lo scopo di obbligare tutte le compagnie aeree, di qualsiasi nazionalità, a ricomprare il 15% delle loro emissioni in CO2, ossia 32 milioni di tonnellate, per lottare contro il riscaldamento atmosferico. Le compagnia cominceranno a ricevere la bolletta solamente nel 2013, per evaluare la quota di ciascuna. La somma raccolta servirà a finanziare dei progetti per l'ambiente. Sui 36 paesi parte dell'Organizzazione dell'Aviazione Civile Internazionale (OACI), 26 sono contrari alla tassa. I ribelli si sono riuniti al Ministero del Trasporto americano a Washington per manifestare il loro dissenso, convinti che i fondi raccolti "non serviranno a finanziare dei progetti ecologici, ma saranno utilizzati per risollevare i debiti pubblici degli stati europei". Ma guarda un po'! Diversi stati hanno vietato alle loro compagnie di pagare l'imposta europea. Tra cui, la Cina e gli Stati Uniti, i due più grossi paesi inquinanti del pianeta. Da ricordare, gli Stati Uniti sono l'unico stato al mondo a non avere sottoscritto agli accordi di Kyoto...
Venerdì
Le ferrovie in India vantano il poco gratificante record mondiale delle più vaste toilettes a cielo aperto al mondo, è quanto denunciato dal ministro dello Sviluppo rurale indiano. Nello stesso momento ha svelato un progetto di otre 95 milioni di euro per mettere fine alla defecazione selvaggia. "È un argomento di vergogna, di angoscia, di tristezza e in realtà, di rabbia", ha dichiarato il ministro, in carica anche del ministero dell'Acqua potabile e dell'igiene. Per tutti questi poveri alloggi, le ferrovie sono assimilate da sempre a delle toilettes più o meno pubbliche; è d'altronde frequente vedere, quando si viaggia in treno in India, tutta una parte di popolazione, seduta e di schiena, all'uscita delle grandi città... Il ministro, indispettito ma pieno di buona volontà, ha deciso di sbloccare immediatamente 1,5 miliardi du rupie (22 milioni di euro) per fornire i villaggi del paese di 100 000 wc ecologici, disponibili entro il 2014.
Con AFP.
Testo adattato dal francese di L. Serfaty.
Laurent Serfaty
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