Londra 2012, le Olimpiadi le vedo a Parigi. Come molti Italiani, vivo nella città Lumière da diversi anni, e Europei e Olimpiadi non si perdono. Soprattutto se possiamo arrivare in finale (non commentiamo oltre) da una parte, e salire sulla pedana dall'altra. A diverse riprese.
La serata prende allora le forme di un comodo cuscino improvvisato all'Hotel de Ville (il Comune di Parigi ha organizzato uno spazio con diretta su grande schermo e cuscinoni imbottiti in stile Ikea), baguette, formaggio e una bottiglia di vino per arrosare. Vive la France.
Peccato che, alle otto e un quarto (ora del debutto della finale di fioretto femminile Italia-Russia), la detta diretta resti sintonizzata sul medesimo incontro per il terzo e quarto posto, che vedeva affrontarsi la francese e la sudcoreana, per poi slittare impercettibilmente al nuoto maschile (dove Phelphs ottiene la sua ventesima medaglia), alla pallavolo (Brasile-Stati Uniti), fino ad un sostenuto spitch in studio per colmare i vuoti e alternare i lanci pubblicitari. Con la possibilità addirittura di partecipare ad un concorso e vincere una macchina.
Dell'Italia in finale, nessun accenno, schermata (in tutti i sensi), un angolo in basso sulla destra, niente. L'Italia olimpica del fioretto femminile sferra un oro senza che i cugini francesi battano ciglio.
Ora, il political correct riesce particolarmente difficile in queste circostanze. Nessun vittimismo e nessuna istigazione a rancori transnazionali: l'amore-odio oltralpino è cosa nota, allo spirito di competizione che anima i due popoli non servivano testate, né statue immortalanti quel gesto o first lady in veste da operaie.
Non vediamo tuttavia lo spazio, a questo genere di commenti. La ripresa televisiva ha le sue regole e i suoi costi, ad ognuno le sue scelte e onore a chi sostiene i propri atleti. Detto questo, pare incredibile che una finale in cui la Francia non compete non trovi spazio nel palinsesto delle emittenti, privilegiate dall'esclusiva. Curioso, no?
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