La più mediatizzata rete di alloggi gratuiti, il "Couchsurfing", raggruppa oltre 3 milioni di iscritti in 230 paesi e il sito è tradotto in 19 lingue. Dopo gli americani, sono i francesi a prestare più facilmente il proprio divano.
Il principio è semplice: iscriversi alla rete ed essere pronti ad ospitare un altro membro. In cambio, si può farsi ospitare un po' ovunque nel mondo. La formula è chiaramente volontaria ed è questo che la rende caratteristica e affascinante.
I lati positivi sono numerosi: incontrare persone interessanti e di ampie vedute, approcciarsi agli autoctoni per scoprire un paese in modo più profondo, risparmiare, essere liberi di viaggiare come e quando lo si desidera, costruirsi un carnet di indirizzi mondiale e imparare nuove lingue sul posto.
Per questo è indispensabile essere disponibili, curiosi, avere la predisposizione ad incontrare l'altro, amichevolmente e senza pregiudizi. È necessaria una certa tolleranza e un distacco totale dagli stereotipi e dai pregiudizi. Questo tipo di esperienza consente di prendere coscienza dello stile di vita delle altre culture e delle relative differenze tra di esse. Quanto alla sicurezza, ogni membro è soggetto a valutazione. Per ogni soggiorno, l'utente della rete riceve un feedback visibile da tutti che non è possibile cancellare al fine di informare gli altri del suo comportamento. Non riguarda esclusivamente il risparmio economico, ma anche la costruzione di nuovi rapporti. Buono a sapersi: l'80% degli adepti di questa nuova forma di ospitalità ha meno di 35 anni.
Alcuni membri offrono soltanto un semplice posto letto, mentre altri anche una cena, una visita guidata della loro regione e un aiuto logistico nell'organizzare il proprio viaggio.